Carro allegorico: C'era una volta...


Nel 2016 partecipa al 62° Carnevale massafrese realizzando il carro intitolato “C’era una volta…”.
Il tema dell’opera in cartapesta tratta le tradizioni, i personaggi,  le architetture, la flora e la morfologia del territorio massafrese nel periodo medioevale.

Osservando il carro dal basso verso l’alto osserviamo in progressione, due maestose statue, raffiguranti l’imponenza territoriale che ricopre Massafra grazie al proprio patrimonio storico e culturale all'interno del territorio jonico, ognuna di esse sorregge con una mano le maschere rappresentanti il carnevale massafrese: “Lu Pagghiùsë” ed “il Gibergallo”.
Alle loro spalle scorre una cascata d’acqua, in ricordo della originale presente nel territorio massafrese e sopra di essa sono intenti a combattere, l’un contro l’altro un’irrealistica battaglia, due figure che contraddistinguono la tradizione ed il folklore massafrese: “la Wuria” armato di forbici ed “il mago Greguro” che impugna un bordone incantato.
Alle loro spalle, padroneggia il castello medioevale di Massafra e ai suoi lati, due fantasmi senza volto,  rappresentano gli spiriti dei boia che nella tradizione folkloristica, avevano l’abitudine di lavarsi le mani dopo aver compito le loro mansioni nella “ La Pil d'u Boie.
Sulle torri del castello sono posizionati gli scudi dei sei rioni di Massafra: Imperiali, Pappagoda, San Marco, Santa Caterina, Santi Medici, Gesù Bambino, con altrettanti soldati muniti di armatura, in rappresentanza del “Palio della Mezzaluna”, evento storico per Massafra che commemora la vittoriosa battaglia dei cristiani contro i Turchi sulle sponde del fiume Tara. 
Predomina sul carro, un imponente gufo, che spicca il volo dall'interno del castello, con la funzione scaramantica di talismano, che nelle credenze popolari è un augurio di buona salute e allegra fortuna e protegge dall'invidia e dalla negatività.
L’intero rimorchio rappresenta la gravina di Massafra caratterizzata da grotte scavate nella roccia e dalla presenza di svariate forme vegetative della macchia mediterranea.

Ph. Angelo SPAGNULO

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